Eiichiro Oda, il papà di One Piece, trasmette nel suo manga dei valori politici ben precisi. E una volta che lo vedi, non puoi più smettere di vederlo. Avete presente quella sensazione quando riguardate qualcosa che conoscete a memoria e all’improvviso notate un dettaglio che vi ribalta la prospettiva? Con One Piece succede esattamente questo. Non stiamo parlando di teorie sui Poneglyphs o sull’identità del Joy Boy: stiamo parlando di qualcosa di molto più concreto, radicato e, diciamocelo, clamoroso.
La bandiera di Che Guevara nello studio di Oda: non è una leggenda
Partiamo dal dato più iconico e verificabile: nello studio di Eiichiro Oda è appesa una bandiera di Che Guevara. Non è una voce di corridoio né una teoria di fan su Reddit. È un dettaglio reale, visibile in alcune foto dello spazio di lavoro del mangaka. Che Guevara è stato uno dei simboli più potenti della rivoluzione e dell’ideologia di sinistra nel Novecento, un’icona globale che ancora oggi rappresenta la lotta contro il potere costituito e le disuguaglianze. Coincidenza? Difficile crederlo quando si guarda all’intera struttura narrativa di One Piece.
One Piece come critica al potere: governi corrotti e dittatori saga dopo saga
Il filo conduttore di tutta la saga dei Mugiwara è sempre lo stesso: un gruppo di persone apparentemente ordinarie si unisce per sfidare poteri enormi, governi corrotti e dittatori spietati. Crocodile che opprime Alabasta, Doflamingo che tiene in scacco Dressrosa, Orochi che distrugge Wano. Oda non racconta mai la storia dal punto di vista di chi ha il potere. La racconta sempre da chi sta sotto, da chi subisce. Il messaggio è cristallino: quando un governo non serve gli interessi del popolo, va cambiato. Non è un sottotesto. È il testo. E Oda lo ripete con una coerenza che fa quasi paura.
Franky, la cola e la critica al capitalismo più geniale di tutto il manga
Uno degli esempi più sottili e riusciti riguarda Franky, il cyborg carpentiere dei Mugiwara. Franky è un essere umano modificato che funziona grazie alla cola, uno dei prodotti simbolo per eccellenza del capitalismo globale e della cultura consumistica americana. Oda introduce questa dinamica in modo apparentemente leggero: quando scopriamo che Franky ha bisogno di carburante, gli vengono lanciate dal frigo bevande alternative come acqua e succo di frutta, che però non funzionano. Solo la cola lo fa muovere. Il messaggio sotteso è preciso: la cola è roba da macchine, non da esseri umani. Una critica salutista e anticapitalista infilata con naturalezza in una scena d’azione di uno shonen. Difficile fare di meglio.
Ecologia, inclusività e diritti: i temi di One Piece che anticipano il dibattito contemporaneo
One Piece affronta con decenni di anticipo temi che oggi riempiono i dibattiti pubblici. L’arco di Wano mostra un paese un tempo paradisiaco ridotto a terra inquinata e sfruttata dalle fabbriche di Orochi: una metafora ecologista esplicita, senza troppi giri di parole. Sul fronte dell’inclusività, Oda ha costruito personaggi come Mr. 2 Bon Clay ed Emporio Ivankov, figure che vanno ben oltre i canoni classici del genere e che rappresentano identità fuori dagli schemi in modo positivo e rispettoso. Non sono macchiette comiche. Sono personaggi con profondità, lealtà e un ruolo narrativo tutt’altro che marginale.
- Critica alla dittatura: Crocodile, Doflamingo e Orochi come specchi di regimi oppressivi reali
- Critica al capitalismo: Franky e la cola, il World Government come élite corrotta e autoreferenziale
- Ecologismo: la distruzione di Wano come allegoria dello sfruttamento ambientale
- Inclusività: Ivankov e Bon Clay trattati con rispetto e centralità narrativa
Perché One Piece funziona come manifesto politico senza sembrarlo
Detto tutto questo, è giusto precisare una cosa fondamentale: Oda non fa propaganda. Non trasforma One Piece in un trattato politico noioso e didascalico. I valori emergono dai personaggi, dalle storie, dalle emozioni. Ed è esattamente per questo che funziona così bene: non te ne accorgi subito, ma quando lo fai non puoi più ignorarlo. Con oltre 530 milioni di copie distribuite nel mondo secondo i dati ufficiali Shueisha aggiornati al 2024, One Piece è uno dei manga più venduti della storia. Parte del suo successo planetario sta probabilmente proprio qui: parla di libertà, giustizia e ribellione in un modo che attraversa culture, lingue e generazioni. Quindi sì, forse Oda è un comunista. O forse è semplicemente un narratore straordinario che sa esattamente cosa vuole dire. In ogni caso, One Piece non sarà più lo stesso dopo averlo riletto con questi occhi.
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